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IL PROLASSO UTERINO

BLOG – PESSARIO

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novembre 23, 2020

La prevenzione pare essere la cura più efficace quando si parla di gambe e di vene. Non vanno infatti sottovalutati i cosiddetti inestetismi, perché sono normalmente legati a problemi del microcircolo e fungono da campanello d’allarme per il possibile sopraggiungere di patologie più gravi.

Parliamo di problematiche, che soprattutto nelle donne, si manifestano con la cellulite e che con il passare dell’età, potrebbero portare ad edemi e gonfiori consistenti specialmente all’altezza delle caviglie. Quindi, prima di arrivare ad avere dolore e caviglie gonfie, specialmente in primavera e in estate, è bene attrezzarsi durante l’inverno per rafforzare il tessuto venoso.

Il primo consiglio che i dottori prescriveranno sarà sempre di fare movimento: a seconda delle proprie possibilità, è infatti di fondamentale importanza, trovare il tempo e il modo per fare una passeggiata, una nuotata o andare in bicicletta/cyclette. Se si ha la possibilità, sfruttare al massimo i benefici dell’acqua del mare che sgonfia le gambe naturalmente, grazie al sale. Sforzarsi a fare movimento, per un paio di settimane, ci darà un pronto beneficio e sollievo linfatico, con un’immediata sensazione di leggerezza.

Secondo punto imprescindibile: se ci troviamo in una condizione di sovrappeso, questo va ridotto. E qui, oltre a fare ginnastica, gioca un ruolo importantissimo l’alimentazione. Cercheremo quindi di assumere manganese, presente nella soia, nelle castagne, nel ribes nero, nella barbabietola e nello zenzero, ideale per riattivare il metabolismo e tenere lontani i raffreddori di stagione. Ad integrare il manganese, ci vorrebbe il cobalto, che attenua la pesantezza alle gambe e previene la dilatazione delle vene. Quest’ultimo lo troviamo nei funghi, ravanelli, cipolle, cavoli bianchi e broccoli. Ancora, riguardo l’alimentazione, scordiamoci del sale per un lungo periodo: il sale fa tanto bene se applicato esternamente perché “porta fuori i liquidi”, allo stesso modo, se ingerito, trattiene scorie e liquidi all’interno del nostro corpo. Importante quindi, bere molta acqua, ed evitare i condimenti con acidi grassi saturi quali il burro e gli alimenti che fanno aumentare il colesterolo LDL (“cattivo”) come insaccati, frutti di mare, carni rosse, latte intero e derivati, peraltro più nocivi sulla circolazione arteriosa; i dolci su scala industriale, lo zucchero bianco e l’alcool.

Gli altri sono consigli semplicissimi. In terzo luogo, tra le cose più semplici da fare, dormire con le gambe rialzate, ossia con un cuscino sotto la zona dei piedi; aiuta a fare ripartire la circolazione periferica favorendo il ritorno venoso verso il cuore.

Calze contenitive: per intenderci, non quelle che “ti fanno perdere due taglie”, ma bensì, quelle che si acquistano in sanitaria e in farmacia, su consiglio specializzato, che grazie alla compressione graduata, sostengono il nostro peso sulle gambe e aiutano la circolazione. Usarle tutto l’inverno, significa arrivare ai primi caldi con le gambe in salute, senza l’obbligo dei collant in estate (cosa comprensibilmente fastidiosa).

Tutti rimedi di senso comune e risaputi, ma che è bene avere chiari come punti fondamentali se si vuole dare una svolta decisiva al benessere delle gambe, e perché no? Anche al lato estetico.

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ottobre 26, 2020

Bastano davvero poche linee guida per difendere il nostro organismo dagli attacchi esterni che possono arrivare in questo periodo dell’anno. Oltre ad occuparci della salute della donna, infatti, questa volta vorremmo allargare il campo a tutta la famiglia. Sì, perché sarebbe inutile trovare un solo semplice rimedio; il primo passo è costruire un sano stile di vita, il che ovviamente, non avviene in due giorni, ma con una serie di scelte consapevoli ripetute nel tempo e meglio ancora se condivise.

A pari merito innanzitutto, dovremo considerare l’alimentazione e un po’ di sano movimento. Nella nostra dispensa, non dovrebbero mai mancare le fonti di vitamina C: agrumi, kiwi, ortaggi a foglia verde come gli spinaci e le cicorie, broccoli, cavoli. La bomba antinfluenzale della dispensa, semplice ed efficace da “fabbricare”, invece è questa: miele biologico, limone, zenzero e cannella. Un cucchiaino la mattina, spalmato su una fetta biscottata vi regalerà energia pulita da bruciare e vi terrà lontano dai cosiddetti malanni di stagione.

In secondo luogo, detto e ripetuto milioni di volte, cercare di fare un po’ di movimento fisico: anche solo una passeggiata al giorno, un tragitto breve di 30 minuti, aiuta a sviluppare il buon umore, l’equilibrio intestinale, e di conseguenza il nostro sistema immunitario.

Già, il nostro benessere passa, ancora una volta, da quello che ormai è comunemente chiamato “il secondo cervello”, ossia l’intestino. Come farlo stare bene? Con lo yogurt, la papaya e la soia fermentate, il kefir e ancora crauti.

In ultimo, prima di andare in farmacia, proviamo a passare dall’erboristeria (echinacea e ginseng); infine, se vogliamo proprio esagerare aggiungiamo degli integratori di vitamine A, D ed E, che aiuteranno anche ad assimilare meglio le sostanze nutritive degli alimenti che siamo soliti mettere in tavola.

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settembre 7, 2020

Al benessere pelvico è fisiologicamente legato quello di tutta la fascia bassa addominale; e a questo è strettamente correlato anche il discorso del benessere intestinale. Raggiungere un corretto e sano transito intestinale è sinonimo di salute generale, non a caso l’intestino viene chiamato “il secondo cervello”. Così, come può dare molti vantaggi un buon funzionamento, allo stesso modo, può rivelarsi debilitante, avere un intestino pigro, che tende a trattenere al suo interno le feci per lungo periodo.

La stitichezza colpisce circa 13 milioni di italiani: 9 milioni di donne e quasi 4 di uomini (quasi quattro volte più degli uomini) e soprattutto gli anziani. Spesso all’origine della stitichezza vi sono problemi come il prolasso della parte terminale dell’intestino. Ma cos’è esattamente la stitichezza? Quali sono le cause ed i rimedi per combatterla?

Cercando di semplificare l’approccio ad un argomento così complesso, distinguiamo due tipi di problematiche legate al transito intestinale: la stipsi evacuativa, che è dovuta perlopiù a una difficoltà nell’eliminazione delle feci accumulate nel retto, e il rallentato transito, che è dovuto ad una ridotta motilità intestinale. Entrambe le problematiche possono essere aiutate e risolte con tre semplici ingredienti: acqua, fibre e movimento.

L’acqua è e rimarrà sempre l’elemento base in qualsiasi dieta o rimedio per la salute del corpo. Ce lo hanno spiegato in ogni modo possibile, sono stati spesi fior di campagne pubblicitarie per insegnarci che l’acqua elimina le scorie e le tossine dal nostro corpo. In questo caso specifico, per aiutare il tratto intestinale, anche se può suonare strano, uno dei rimedi più efficaci è proprio quello di assumere mezzo limone spremuto in un bicchiere abbondante di acqua tiepida. I risultati non saranno immediati, ma entro i cinque giorni dalla prima assunzione, i risultati sono garantiti. Il potere antisettico del limone infatti, aiuta tutte quelle situazioni in cui la flora batterica è stata compromessa sbilanciando la frequenza di evacuazione.

Al secondo posto vien da sé: l’alimentazione. Abbiamo tutti il ricordo della mamma e della nonna che ci rincorrevano per farci mangiare anche le verdure, chi più chi meno. Ebbene, il rimedio naturale della nonna, trova basi solide nella scienza ed è sempre bene che le fibre di origine vegetale siano presenti in tavola. E’ di fondamentale importanza “riempire” il piatto innanzitutto con le verdure, riservando una minor percentuale a scalare per proteine, carboidrati e grassi. E poi cibi che contengono probiotici come lo yogurt e il kefir.  A giovarne, non sarà solo l’intestino, ma anche la linea, togliendo centimetri dalla cosiddetta ciambella addominale. Un esempio di colazione a prova di bomba? Acqua e limone, yogurt magro, due kiwi e tre biscotti integrali con un té caldo o una tisana. Provare per credere.

Infine il terzo ingrediente: l’esercizio fisico, che migliora il tono muscolare e facilita la peristalsi intestinale. La tonicità dei muscoli addominali e perineali favorisce l’aumento della pressione intraddominale durante la defecazione. La sedentarietà, al contrario, conduce ad un indebolimento e ad una perdita di funzionalità del diaframma e dei muscoli che costituiscono la parete addominale, impedendogli di produrre un aumento pressorio adeguato all’attività defecatoria. Una semplice camminata di mezz’ora, favorisce l’attivazione di un riflesso automatico, che produce contrazioni del colon atte a spingere il materiale fecale verso l’ano. Oltre che dare beneficio a tutto il sistema cardiocircolatorio e sviluppare sia il sistema immunitario che il buon umore.

Insomma, chi l’avrebbe mai detto? La ricetta per la stitichezza è composta da acqua, alimentazione ed esercizio fisico.

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giugno 30, 2020

L’immaginario collettivo in questo periodo dell’anno vorrebbe la donna, tonica, con una bella pelle abbronzata, in spiaggia o al mare a godersi il caldo. Eppure per alcune non è così. Specie quando si parla di menopausa e l’idea del calore, già di per sé, è sufficiente a provocare vampate di calore e sudorazione.

Le vampate di calore si manifestano come una sensazione di calore intenso che si diffonde per tutto il corpo, in modo particolare sul viso e sul collo. Alla vampata si accompagnano rossore della pelle, che a volte può risultare calda al tatto, e alcuni minuti di sudorazione diffusa, seguita poi da una sensazione di spossatezza e brividi di freddo. Alcune donne manifestano vampate occasionali, con scarso impatto sulla qualità di vita, mentre altre possono andare incontro a 20 o più episodi al giorno, percependole come ostacoli alla vita di tutti i giorni.

Certamente la prima persona di riferimento, quando si parla di menopausa, è il nostro ginecologo, ma un valido aiuto può arrivare anche dalla nostra dieta e dall’esercizio fisico e mentale.

Alimentazione mirata, dunque, perché sembra che l’eccesso di proteine animali, zuccheri e carboidrati favorisca la comparsa delle vampate. Viceversa consumare alimenti che contengono gli isoflavoni, una sorta di estrogeni vegetali dall’azione simile agli ormoni femminili, aiuta a tenere sotto controllo l’insorgere di questi disturbi. Non a caso le donne orientali, che sono grandi consumatrici di soia (nella quale sono presenti buone quantità di fitoestrogeni), sono poco soggette ai malesseri della menopausa. È interessante, infatti, notare che le vampate di calore non sono comuni nei Paesi asiatici. Le donne giapponesi ad esempio non sanno letteralmente cosa siano le vampate di calore. Nel vocabolario nipponico manca una parola per descriverle.

I cibi ricchi di fitoestrogeni – come soia e derivati – possono inoltre ridurre il rischio di disturbi cardiaci e di tumori al seno. Oltre ad avere una minor incidenza di vampate, le donne giapponesi che seguono una dieta tradizionale, presentano minori casi di carcinomi mammari. Ma va detto anche che l’alimentazione giapponese è povera di cibi industriali raffinati e ricca di alghe marine ad alto contenuto di sali minerali e di olio di pesce fresco, che comportano effetti benefici importanti. È interessante notare che, quando le donne giapponesi seguono una dieta più occidentale, l’incidenza di disturbi cardiaci e tumori aumenta.

Qui in Italia, gli alimenti che contengono fitoestrogeni sono: anacardi, arachidi, avena, mais, grano, mele, mandorle, lenticchie, fagiolini e melagrana. Anche lo stile di vita va tenuto sotto controllo e, nel caso, modificato. Stress? Da allontanare immediatamente.

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