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Cos’è un pessario?

Un pessario è un dispositivo medico di classe IIa o IIb inserito all’interno della vagina per risolvere problematiche di:

  • prolasso degli organi pelvici;
  • incontinenza urinaria e fecale;
  • gravidanza pretermine.

Il pessario è disponibile in diverse forme, misure e materiali. I modelli più conosciuti sono quelli ad anello, a cubo e fungiforme (C.d.F. Gellhorn), realizzati in silicone medicale.

Perché dovrei utilizzare un pessario?

Il pessario rappresenta una valida alternativa all’intervento chirurgico al quale non tutte le donne vogliono o possono sottoporsi. Tuttavia, in alcuni casi, il pessario può essere utilizzato solo come soluzione temporanea in attesa dell’intervento chirurgico correttivo.

Ho un prolasso, come posso fare?

Rivolgiti al tuo medico di fiducia per una visita ginecologica approfondita e saprà consigliarti il modello di pessario più adatto a te. Durante la visita valuterete il grado di prolasso, gli organi coinvolti e la misura più adatta alle tue caratteristiche anatomiche.

Tuttavia, nelle forme lievi e asintomatiche si consiglia lo svolgimento di esercizi quotidiani, i cosiddetti esercizi di Kegel, per rinforzare i muscoli del pavimento pelvico.

Soffro di incontinenza urinaria, come posso fare?

Rivolgiti al tuo medico di fiducia per una visita ginecologica approfondita. Il pessario uretrale ad anello e uretrale a ciotola rappresentano una soluzione ideale per situazioni di incontinenza urinaria. La cosiddetta calotta, ossia la protuberanza tipica di questi modelli, sposta la transizione tra vescica e uretra verso l’alto e in avanti. Inoltre il posizionamento del pessario all’interno della vagina impedisce all’urina di entrare nell’uretra in modo involontario.

Sono a rischio parto pretermine, cosa posso fare?

Rivolgiti al tuo medico di fiducia per una visita ginecologica approfondita.  Il pessario cervicale perforato è studiato per la profilassi del parto pretermine in caso di prolasso della cervice uterina (insufficienza cervico-istmica). Il dispositivo viene inserito in vagina in modo da ridurre la pressione sulla cervice uterina. Le tempistiche di mantenimento del pessario in vagina variano a seconda dei casi; tuttavia, il dispositivo viene regolarmente rimosso alla 37°/38° settimana di gravidanza anche se ci sono alcune situazioni cliniche che richiedono la rimozione pretermine.

Come faccio ad acquistare un pessario?

Il pessario viene prescritto dopo una visita ginecologica accurata da parte di uno specialista. Consulta il tuo medico di fiducia per saperne di più ed effettua l’ordine sul nostro shop online  o chiama allo 0521 628482.

Quale modello di pessario sarà adatto per me?

La scelta del modello, così come della misura, spetta al tuo specialista di fiducia!

Generalmente, per prolassi fino al terzo grado si utilizzano i modelli ad anello (anello tradizionale e ciotola perforato); in caso si presentino problematiche di cistocele e relativa incontinenza urinaria, i modelli più indicati sono l’uretrale ad anello e l’uretrale a ciotola. Tuttavia, in caso di prolassi superiori al terzo grado e cistocele, il ginecologo opterà per altri modelli come il fungiforme (C.d.F. Gellhorn) o il cubo. In caso invece di gravidanza pretermine, il modello adatto è il cervicale perforato.

Quale misura di pessario devo scegliere?

La corretta misura del pessario, così come il modello, viene stabilita dallo specialista durante la visita ambulatoriale. Per individuare la misura corretta da applicare alla paziente, il ginecologo/a o l’ostetrica utilizzano un pessario più piccolo dell’ingresso vaginale e verificano che rimanga uno spazio tra il medesimo e la parete vaginale (circa lo spessore di una falange). La paziente non deve avvertire il pessario e il medesimo non deve causare disturbi alla minzione. In generale, per verificare che il pessario non fuoriesca, si raccomanda di simulare qualche colpo di tosse in posizione supina e con le gambe divaricate sui poggiapiedi, di camminare per qualche minuto in ambulatorio e di verificare che la minzione non risulti difficile dopo aver inserito il pessario.

Quali sono i benefici nell’utilizzo di un pessario?

Chi sceglie di indossare un pessario, sceglie di ritornare alla propria normale quotidianità, eliminando fastidi e dolori, senza che nessuno se ne accorga. Soprattutto per le donne con una vita sessuale attiva e per quelle che amano dedicarsi allo sport, esistono modelli di pessari che permettono l’inserimento e la rimozione del pessario in autonomia.

L’utilizzo di un pessario influisce sugli aspetti psicologici?

Prolasso e incontinenza urinaria sono situazioni in cui l’intimità della donna viene messa a dura prova. Lo sconforto e la vergogna possono portare all’isolamento rinunciando alla propria quotidianità e libertà. Sono proprio questi i motivi per cui, soprattutto in caso di impossibilità nel ricorrere all’intervento chirurgico, il pessario rappresenta l’unica alternativa ad un ritorno alla normalità influendo positivamente sugli aspetti psicologici della persona.

Quali sono i rischi nell’utilizzo di un pessario?

Il principale rischio è la formazione di ulcere vaginali che si manifestano con sanguinamenti quando il dispositivo spinge in modo eccessivo la vagina provocando un’irritazione cronica delle pareti vaginali.

In alcuni casi è possibile che il pessario arrivi a tagliare sia la vescica che il retto. È fondamentale quindi sottoporsi a visite ginecologiche frequenti per monitorare l’azione del pessario in loco e, in caso di ulcera, rimuoverlo tempestivamente prima che causi infezioni. Solo una volta che l’ulcera è guarita, il medico potrà scegliere se inserire un nuovo pessario.

Inoltre, qualora la misura del pessario fosse troppo piccola, è possibile che si verifichi un peggioramento del prolasso uterino con indebolimento generale del pavimento pelvico e complicanze quali cistocele e rettocele.

Come posso pulire il pessario?

Per pulire il pessario è sufficiente sciacquarlo sotto acqua corrente utilizzando un sapone neutro e una spazzola morbida. Una volta lavato, appoggiarlo su superfici sanificate, lontano dalla polvere e dalla luce solare diretta.

Posso utilizzare lo stesso pessario tutta la vita?

No, il pessario deve essere sostituito periodicamente dal tuo ginecologo/a.

Che stile di vita devo adottare quando indosso un pessario? Dovrò limitare la mia quotidianità?

L’utilizzo di un pessario non limita la quotidianità della donna, ma piuttosto ne garantisce la continuità evitando fastidi, dolore da prolasso e perdite da incontinenza. Nessuno, a parte il tuo partner, saprà che ne indossi uno!

Posso avere rapporti sessuali mentre utilizzo il pessario? Se sì, il mio partner potrebbe sentirlo? Influenzerà la mia vita sessuale?

Sì, esistono modelli di pessari, come ad esempio quello a cubo e fungiforme che, una volta rimossi in autonomia, permettono il normale svolgimento di attività sessuale.

Posso gestire in autonomia il mio pessario?

Durante la visita ginecologica lo specialista valuterà il grado di autonomia della donna e le sue esigenze personali e sceglierà il modello di pessario più indicato per lei.

Che tipo di igiene intima devo adottare quando indosso un pessario?

Si consiglia un’igiene intima quotidiana con un detergente intimo neutro e, previa conferma dello specialista, l’utilizzo di lavande vaginali settimanalmente.

Quante visite ginecologiche devo fare quando indosso un pessario?

La frequenza delle visite ginecologiche viene stabilita dal ginecologo/a e dall’ostetrica sulla base delle esigenze e delle caratteristiche individuali della paziente. In generale, si raccomanda di effettuarne almeno una ogni sei mesi.

Cos’è il prolasso?

Con il termine prolasso si intende la discesa verso il basso e talvolta fuori dall’introito vaginale di una o più strutture pelviche. In combinazioni e livelli differenti può interessare:

  • l’utero, isterocele;
  • la vescica, cistocele,
  • il retto, rettocele;
  • le anse intestinali, enterocele;
  • la cupola vaginale a seguito di isterectomia (rimozione dell’utero).

Cos’è il prolasso uterino?

Il prolasso uterino consiste nella discesa dell’utero dalla sua sede, nelle piccole pelvi, all’interno del canale vaginale.

Possono essere identificati 4 gradi di prolasso uterino:

  • I grado: l’utero scende nel canale vaginale;
  • II grado: l’utero sporge dalla rima vulvare;
  • III grado: l’utero raggiunge l’introito della vagina spuntando dalla rima vulvare;
  • IV grado: l’utero fuoriesce completamente dal canale vaginale.

Come mi accorgo del prolasso?

Il prolasso è associato ad un senso di pesantezza pelvica e di ingombro vaginale che nei casi più gravi si traduce nella fuoriuscita dell’utero dalla vagina o per la comparsa di sintomi (ad esempio incontinenza urinaria, cistiti, difficoltà nello svuotamento della vescica, stipsi e sanguinamenti) legati all’alterazione del funzionamento degli organi coinvolti.

Inoltre, sono tipici del prolasso fastidi durante i rapporti sessuali, sensazione del movimento di visceri in sede inguinale dopo cambi di posizione o mentre si cammina.

In caso di prolassi di grado lieve, la donna può anche essere asintomatica.

Che diagnosi viene richiesta in caso di prolasso?

Il prolasso uterino viene diagnosticato nel corso di una normale visita ginecologica.

Qualora durante il colloquio emergessero disturbi legati alla minzione e allo svuotamento della vescica, lo specialista può consigliare una visita urologica.

Durante il colloquio clinico il ginecologo esaminerà il quadro individuale della paziente (parti, menopausa, deficit estrogenici) e i fattori di rischio (obesità, stipsi cronica, patologie).

Qual è la causa del prolasso?

L’origine di questo disturbo va ricercato in un indebolimento, totale o parziale, del pavimento pelvico deputato al sostegno degli organi pelvici.

Il parto e la menopausa sono tra i principali fattori che generano un rilassamento del pavimento pelvico che tuttavia può manifestarsi anche in seguito a: stipsi cronica, fattori traumatici in sede pelvica, obesità, bronchite cronica, ridotta attività fisica e famigliarità.

In caso di prolasso uterino, il pessario rappresenta una soluzione definitiva equiparata all’intervento chirurgico?

No, il pessario non risolve in modo definitivo il prolasso come la chirurgia correttiva; tuttavia, permette il riposizionamento degli organi pelvici prolassati.

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